Scenari straordinari:
 il Sassovivo

IL TERRITORIO DEL SASSOVIVO:

Il clima del Sassovivo
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I mesi più caldi dell’anno sono quelli di luglio e agosto con temperature da 19 a 23 gradi circa, mentre i più freddi sono quelli di dicembre e gennaio con temperature che vanno da 2,5 a 5,5 gradi circa. Le parti olivate indicano le zone più miti, essendo a suo tempo state scelte, al momento dell’impianto degli ulivi risalente a mille anni fa circa, per le condizioni climatiche particolarmente favorevoli.



Le precipitazioni :
Le precipitazioni nevose non sono abbondanti. Il mese di gennaio è quello che è più interessato dal fenomeno. La neve rimane al suolo nelle parti più esposte al sole al massimo cinque / sei giorni dopo le precipitazioni. Sul Monte Serrone sono ancora evidenti le cavità nelle quali la neve veniva ammassata e poi trasportata all’Ospedale di Foligno, oppure in estate, nelle case dei nobili. Dell’attività resta la conferma nella toponomastica della località “Fossaneve” delle carte IGM e nella denominazione della “strada vicinale dei nevieri” riportata nel Catasto: un vecchio sentiero sterrato che si snoda dalla “fossa della Neve” fino alla strada comunale di Casale. Si notano ancor oggi le cavità a forma di imbuto, con un diametro al massimo di circa dieci metri e un profondità di quattro metri, protette da un tetto a quattro pioventi. In alternativa si usava ricoprire le fosse con uno strato di paglia di circa mezzo metro per evitarne lo scioglimento.

La valle del Sassovivo :
Il tratto lungo appena sette chilometri, solcato dal Fosso Renaro, è la valle su cui sorge il Sassovivo.






I monti del Sassovivo:
Nella parte più a monte, a settentrione, si scorge il Monte Canalini (695 m) e il Monte Serrone (1.046 m). A Est svetta il Monte Aguzzo ( 1.074 m), A sud si osserva il Monte Cologna (1.074 m), ad occidente il Colle Serra (447 m) Col Persico (413 m), il Colle dei Cappuccini (322 m). Dalla parte opposta sorgono i colli dei “Montaroni”, toponimo presente nel Catasto Gregoriano. Il calcare massiccio di colore bianco caratterizza quasi interamente i Monti Cologna e il Monte Aguzzo. Su entrambi i versanti della valle emerge la formazione di calcare rosato: dal basso verso l’alto si nota dapprima la scaglia bianca, poi quella rosata e infine la scaglia rossa sulla parte più a monte.




Le acque del Sassovivo:
Il Fosso Renaro segna il fondo della valle. Nel paesino più a monte, un tempo “Castello di Casale”, un laghetto di cui si ha notizia fin dal XII secolo, di forma circolare con un diametro di circa venti metri ed un profondità massima di sei metri circa, costituiva un riserva idrica di notevole importanza per dissetare gli animali al pascolo. Il laghetto d’inverno gelava. Si costruivano delle cavità a piatto, scavate appositamente allo scopo di raccogliere le acque traboccanti dal laghetto. Si formava così il ghiaccio, si caricava sui muli assestato in balle di iuta per conservarlo e si trasportava a Foligno per usarlo come refrigerante.
Le acque immagazzinate nei rilievi calcarei sgorgano in superficie quando incontrano le formazioni impermeabili. Da questa sorgente nascono le acque del Sassovivo. La sorgente che sgorga dalla valle del Fosso Serrone, nei pressi della Cripta del Beato Alano, è stata di fondamentale importanza per la nascita dell’Abbazia. L’acqua fu infatti canalizzata fino all’abbazia con un minuscolo acquedotto costruito nel 1238. La Fonte di Marano e la Fonte di Uppello, sulla fascia collinare, sono altre due sorgenti perenni di minore importanza.


Le pietre rosa per le mura della Città :
Dal Colle dei Montaroni, in località “Fossacce”, veniva prelevata la pietra per la costruzione delle mura di Foligno. Ancora oggi si può notare come i resti delle mura di Foligno e numerose case del centro storco abbiano il colore roseo caratteristico delle pietre del Sassovivo. Ora, quel luogo, da cui venivano ricavate le pietre, è per larga parte ricoperto da ginepri, pini, roverelle e ginestre.




Gli ulivi del Sassovivo :
Dagli ulivi del Sassovivo il gusto prezioso della nostra terra.

 

I primi insediamenti abitativi sul Sassovivo :
Al tempo dell’edificazione del monastero, sulla fortezza donata ai monaci dal conte Gualtiero di Uppello, siamo intorno al XI secolo, gli insediamenti abitativi esistenti erano costituiti dai due castelli di Uppello e di Casale e ville nelle aree collinari.

 

I boschi di lecci e querce :
Un’immensa lecceta che si estende dall’alta valle per oltre 700 ettari. Alle pendici del Monte Aguzzo e del Monte Cologna vivono diffusi l’orniello, il carpino nero e nella parte soleggiata il corbezzolo, il pino d’Aleppo, la roverella, l’alloro, l’acacia. Attraversando il bosco, lungo sentieri che portano alle zone coltivate si notano le radure create dall’uomo per le calcinari e carbonaie con una fitta vegetazione arbustiva. Sui lembi del bosco nella piana di Casale crescono fluenti le querce che caratterizzano anche il versante sinistro del Fosso Renaro. Sul versante destro il bosco è stato sostituito dalla coltura dell’olivo con spenditi esemplari.

 

I frutti di bosco :
Un cespuglio spunta con i suoi grappoli di fiori bianchi che risaltano sul nero selvatico delle more, protetti da poderosi tralci di rovi, più in là rossi tondeggianti, sui margini del bosco, nascosti tra le foglie, dei bellissimi corbezzoli si mostrano vanitosi, mentre un grappolo di mirtilli paziente attende il calore del sole; ancora lamponi, sorbe, asparagi che si nascondono tra la vegetazione.
 




Fauna del Sassovivo :
Numerose specie animali popolano il bosco trovandovi un habitat naturale favorevole e incontaminato.
I merli, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, i tordi, i corvi, le beccacce, le pernici rosse, le coturnici, le starne i passeri animano le fronde dei boschi. A terra troviamo l’istrice, lo scoiattolo, il gatto selvatico, il riccio, il tasso, la faina, la puzzola, il lepre la puzzola, i cinghiali, i caprioli e camosci.

La Flora del Sassovivo
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La vegetazione è senza dubbio l’elemento di pregio del Sassovivo.